Perché “Il Tema d’Italiano”?

Quando andavo a scuola i miei giorni preferiti erano quelli del compito in classe d’Italiano. La maggior parte dei miei compagni l’odiava, ma per me era il paradiso: due o tre ore in cui dovevo, potevo e volevo dedicarmi solo alla riflessione e alla scrittura, alla penna e al foglio, senza alcun appiglio esterno se non la traccia.

Le mie tracce preferite – quelle che sceglievo ogni volta – erano quelle di tipo argomentativo o di riflessione critica, su temi aperti o argomenti di attualità. Mai fatta un’analisi del testo, troppo noiosa e seriosa per me.

Poi la scuola è finita, e con essa i temi.

Ritorno al Tema

Negli anni successivi, nel mio altalenante rapporto con la scrittura, ho sempre avvertito la mancanza di quelle ore, ma tecnicamente non sapevo come poter riprodurre la situazione desiderata. Certo, avrei potuto cercare tracce sul web, selezionarle e poi scrivere, ma questo stesso procedimento di ricerca e selezione avrebbe in qualche modo inquinato la purezza del momento, privandomi della sorpresa, della scatola totalmente chiusa, per me elemento essenziale del piacere di svolgere un tema.

Ma ecco arrivare l’Intelligenza Artificiale, che non so se ci risolverà più problemi rispetto a quanti potrebbe crearcene a livello di umanità, ma quantomeno mi ha dato una mano a risolvere la questione, rendendo possibile il Ritorno al Tema.

Regole del Gioco

Dunque, ecco le regole, passo dopo passo:

  1. Chiedo all’AI di fornirmi tre tracce di tipo argomentativo o di riflessione critica;
  2. Delle tre tracce ne scelgo una;
  3. Butto giù il Tema tutto in una singola volta;
  4. Cerco di completarlo in due o tre ore (ma talvolta, se l’argomento mi prende, non mi faccio problemi a sforare);
  5. Lo rileggo e lo pubblico.

Proprio come se fossi ancora a scuola. Nessuna fonte oltre alla traccia e alla mia sconclusionata memoria. Nessuna ricerca web. Nessuna citazione ad articoli.

Perché lo faccio?

Per riappropriarmi di una cosa che mi piace. Per dedicare del tempo ad una attività che mi è mancata in questi anni. Per provare a tornare a riflettere in autonomia, cercando di sgusciare fuori dal bombardamento ininterrotto di news e para-riflessioni che viviamo su ogni media. Per applicare il mio pensiero non solo alle seghe mentali. E anche per provare a dire la mia senza subire troppe influenze e distorsioni.

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